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IL PUNTO E GLI AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE DELLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

07/10/2019

 

Lo scorso 19 settembre, a cura del Servizio Studi – Affari sociali della Camera dei deputati, è stato pubblicato un interessante aggiornamento sullo stato dell’arte della riforma del Terzo Settore, che è utile ripercorrere insieme per fare il punto sulle ultime novità e su quello che resta ancora da fare.

L’estate appena trascorsa ha visto la pubblicazione di due decreti molto attesi, relativi rispettivamente all’approvazione delle linee guida per la redazione del bilancio sociale e di quelle per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore (ETS).

Il decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4 luglio 2019 “Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore” è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 9 agosto 2019, in attuazione di quanto previsto sia dal Decreto legislativo 112/2017 sulla revisione della disciplina in materia di imprese sociali (articolo 9 comma 2), sia dal Codice dl Terzo settore (articolo 14 comma 1).

In particolare, se per quanto riguarda le imprese sociali la redazione, approvazione e pubblicazione del bilancio sociale continua ad essere un atto sempre obbligatorio, gli altri ETS hanno l’obbligo di predisporre il bilancio sociale, approvarlo, depositarlo presso il Registro unico nazionale del Terzo settore e pubblicarlo nel proprio sito internet solo se i loro “ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate” sono superiori ad 1 milione di euro.

Tutti gli ETS che ne sono obbligati, redigono il bilancio secondo le suddette linee guida:  l’obbligo di utilizzarle decorre a partire dalla redazione del bilancio sociale relativo al primo esercizio successivo a quello in corso alla data della pubblicazione del decreto (dunque, per la stragrande maggioranza degli ETS, il primo bilancio sociale interessato è quello dell’esercizio 2020, che dovrà essere trasmesso al Runts e pubblicato sul sito entro il 30 giugno 2021).

Il bilancio sociale, secondo quanto previsto dalle linee guida, è lo strumento attraverso il quale gli ETS “possono dare attuazione ai numerosi richiami alla trasparenza, all’informazione, alla rendicontazione nei confronti degli associati, dei lavoratori e dei terzi” proprio in virtù dei “connessi obblighi di deposito presso il RUNTS nonché di diffusione attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale”. Pertanto, merita attenzione il suggerimento, dato dal legislatore agli ETS che non sono obbligati a farlo, di predisporre ugualmente il bilancio sociale, in quanto ciò “può rappresentare anche il soddisfacimento di un impegno assunto direttamente dall’ente nei confronti dei propri stakeholders, o lo strumento attraverso il quale l’ente stesso ha modo di rendere visibili i risultati raggiunti nel corso del tempo, aumentando il numero di terzi potenzialmente interessati ad associarsi o sostenerlo finanziariamente”. In questo caso, non vi è obbligo di seguire le linee guida approvate anche se è necessario seguire lo schema di cui all’articolo 6 del decreto.

Le linee guida, infine, chiariscono le modalità di adempimento di un obbligo particolamente importante per gli ETS con “ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate”  superiori a centomila euro”, previsto dall’articolo 14 comma 2 del codice del terzo settore, cioè quello di “pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel  proprio sito internet”, o nel sito internet della rete associativa cui eventualmente aderiscono, “gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti  nonché agli associati”.

Le linee guida prevedono infatti che le “informazioni sui compensi di cui all’art. 14, comma 2 del codice del Terzo settore costituiscono oggetto di pubblicazione, anche in forma anonima, sul sito internet dell’ente o della rete associativa cui l’ente aderisce.

Il secondo provvedimento a vedere la luce è stato il decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 luglio 2019 “Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore”, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 12 settembre 2019, in attuazione di quanto previsto dalla legge delega di riforma del Terzo settore (legge 106/2016, art. 7 comma 3) che affida al Ministero “la predisposizione di linee guida in materia di sistemi di valutazione dell’impatto sociale (VIS) delle attività svolte dagli enti del Terzo settore.

La VIS degli ETS, definita come la “valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato” ha dunque per oggetto gli effetti conseguiti dalle attività di interesse generale da essi svolte; le linee guida sono uno strumento di facilitazione che consente di definire criteri e metodologie condivisi per mezzo dei quali gli ETS possono valutare, sulla base di dati oggettivi e verificabili, i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi programmati e rendere disponibili le informazioni sugli effetti delle attività realizzate.

La VIS può essere richiesta dalle pubbliche amministrazioni nell’ambito dell’affidamento si servizi di interesse generale con un valore superiore a un milione di euro, e può comunque essere intrapresa autonomamente e volontariamente dagli ETS, anche come elemento del bilancio sociale “per poter rendicontare il proprio impegno verso un miglioramento delle condizioni sociali dei territori e contesti in cui operano e delle comunità con le quali collaborano, cioè per comunicare e trasmettere a tutti i soggetti interessati il cambiamento sociale, culturale ed economico che è stato generato.”

A fronte della pubblicazione di due importanti decreti, sono però ancora molti i provvedimenti  in lista di attesa. In particolare, si attende la pubblicazione dei seguenti decreti ministeriali:

  • attivazione del Registro unico nazionale (RUNTS);
  • individuazione dei criteri e dei limiti” che gli Ets devono seguire nell’esercizio delle attività diverse (secondarie e strumentali) da quelle di interesse generale;
  • linee guida per la raccolta fondi;
  • meccanismi di assicurazione semplificati per i volontari;
  • riconoscimento in àmbito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite nello svolgimento di attività o percorsi di volontariato;
  • procedure per l’autorizzazione all’esercizio delle attività di controllo da parte delle reti associative nazionali e dei Centri di servizio per il volontariato;
  • Approvazione dell’impianto fiscale da parte della Commissione europea, la cui richiesta non è ancora partita dal Governo, e il raccordo con l’Agenzia delle Entrate sempre in ambito fiscale, per chiarire punti oscuri tra cui la definizione di ente commerciale o non.

Focus a cura di Pier Luigi Ferrenti, Responsabile nazionale Organizzazione AICS.

 

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